San Luigi Orione: si approssima il tempo in cui Cristo "regnerà" sulla terra

 

«[...] Non siamo di quei catastrofici che credono che il mondo finisca domani; la corruzione e il male morale sono grandi, è vero, ma ritengo, e fermamente credo, che l’ultimo a vincere sarà Iddio, e Dio vincerà in una infinita misericordia. Iddio ha sempre vinto così! Avremo novos coelos et novam terram. La società restaurata in Cristo, ricomparirà più giovane, più brillante, ricomparirà rianimata, rinnovata e guidata dalla Chiesa. Il cattolicesimo, pieno di divina verità, di carità, di giovinezza, di forza soprannaturale, si leverà nel mondo e si metterà alla testa del secolo rinascente, per condurlo all’onestà, alla fede, alla felicità, alla salvezza». (Lettera di Don Luigi Orione del 3 luglio1936 da Buenos Aires)

 

 

«[...] Bossuet profetò quando, levatosi dai piedi di Gesù Sacramentato, più con lo sguardo sicuro del Vescovo che con l'occhio intellettuale dell'aquila, disse, piangendo di grande gioia e consolazione: "Ecco che si prepara una nuova generazione di Sacerdoti, una nuova e viva apologia del Cristianesimo, che trascinerà la stessa incredulità: sarà l'epoca della carità, il trionfo della Fede e della Chiesa nella Carità!". "Felici gli occhi che vedranno l'Occidente e l'Oriente unirsi per formare i bei giorni della Chiesa!", continuò il grande Vescovo. Nulla resisterà alla carità di Gesù Cristo e del suo Vicario: alla carità dei Vescovi e dei Sacerdoti, che tutto saranno, e gli averi e la vita stessa, per farsi olocausti divini dell'amore di Dio tra gli uomini! E sarà una carità illuminata, che nulla rigetterà di ciò che è scienza, di ciò che è progresso, di ciò che è grande e che segnò l'elevazione delle umane generazioni.

Carità lieta, che mai si turberà, la quale, perché verace e veramente da Dio, non avrà, no, a dispetto la ragione, ma darà anzi ad essa il suo posto d'onore, e maggior importanza darà alla ragione di quello che non le hanno dato finora molti che parvero o si dissero di essa paladini, cultori e adoratori financo. Una carità "che non serra porte", come direbbe Dante nostro; una carità divina, che edifica e unifica in Cristo; che si innalzerà sulle radici della rivelazione; che uscirà dalla bocca della Chiesa Santa e Apostolica di Roma e, quasi fiume vivo, discenderà dal Cielo, perché esce dal Cuore stesso di Gesù Cristo Crocifisso, e va ad aprire, a segnare la più grande, cristiana e civile epoca del mondo.

Et erunt coeli novi et terra nova! E la Croce brillerà nel cielo delle intelligenze, e darà luce e splendori nuovi di vita e di gloria ai popoli: splenderà di luce soavissima indefettibile, come Costantino la vide brillare nel cielo delle battaglie.

E la vita, pur restando una universale milizia di virtù, di bontà, di perfezionamento continuo, la vita diventerà un'agape fraterna in cui ciascuno offra, invece di prendere.

E ciascuno avrà un cuore vivo di Dio, si sentirà e sarà operaio di Dio: sarà felice di dare la vita alla giustizia, alla verità, alla carità, a Gesù Cristo, che è Via, Verità, Vita, Carità, e vi sarà un solo ovile sotto la guida di un solo pastore: Cristo Signore e Redentore Nostro, il Quale, nel Suo Vicario, nel Papa, "il dolce Cristo in terra", regnerà con tanta gloria da vincere ogni pensiero umano e ogni, speranza dei buoni, e tutta la terra vedrà che di realmente grande non c'è che il Nostro Signore Gesù Cristo. E il Papa sarà non solo il "Padre del popolo cristiano", come ha detto S. Agostino (Ep. 50), ma sarà il Padre del mondo intero fatto cristiano, e su di Lui peserà e si aggirerà tutto il mondo, che solo da Lui, "Vice di Dio in terra", come usava chiamarlo San Benedetto Giuseppe Labré, avrà vita, salvezza e gloria!

Certo sembrano ora a noi cose impossibili queste e pazzie e non sarà certo l'uomo che farà, che potrà fare questo, ma la mano di Dio. Sarà la misericordia infinita di Gesù, che è venuto per noi peccatori: sarà la divina e infinita carità di Gesù Crocifisso, che vuole la sua redenzione sia copiosa: che gli uomini vitam habeant et abundantius habeant!

E quella sarà l'ora di Dio, sarà la grande giornata di Gesù Cristo, Signore, Salvatore e Dio nostro! E Gesù vincerà il mondo così: nella carità, nella misericordia.

Diamo morte sempre all'egoismo, e cresciamo nell'amore di Dio e dei fratelli: cresca tanto Dio in noi che viva lui e non più noi, e riempiamo la terra di un esercito nuovo: un esercito di vittime che vincano la forza: un esercito di seminatori di Dio, che seminano la loro stessa vita, per seminare e arare, nel cuore dei fratelli e del popolo, Gesù, il Signore; formiamo un esercito grande, invincibile: l'esercito della carità, guidato da Cristo, dalla Madonna, dal Papa, dai Vescovi!

L'esercito della carità riporterà nelle masse umane disseccate una tale forte e soavissima vita e luce di Dio che tutto il mondo ne sarà ristorato, e ogni cosa sarà restaurata in Cristo, come disse già San Paolo.

E la tempesta, che ora fa tanta paura, sarà dissipata e il caos presente sarà vinto, perché lo spirito della carità vince tutto, e, al di sopra delle nubi ammassate dalle mani di uomini, comparirà la mano, di Dio, e Cristo riprenderà tutto il suo splendore e il suo dolce impero [...]». (Lettera di Don Luigi Orione del 16 dicembre 1921 da Rio de Janeiro)

 

 

«Verrà il giorno in cui le nazioni, strette attorno a Cristo, si sentiranno sorelle! Dalla Pentecoste in poi le nazioni divise tendono verso l'unità, e vi giungeranno; ma pel Signore e Dio nostro Gesù Cristo.

CRISTO AVANZA!

Chi è che non veda come si vada preparando il terreno al più grande trionfo di Cristo, all'unificazione spirituale di tutto il mondo sotto la Croce?

Quest'ora non poteva compiersi in un giorno, doveva essere l'opera dei secoli, doveva essere il cammino perenne della Chiesa, la quale risplende e vive della vita del suo Cristo, affinché tutto l'universo sia un solo ovile, sotto la guida di un solo Pastore.

CRISTO AVANZA!

Una sarà allora la parola, uno il pensiero, uno il palpito di tutti i secoli: Gesù Cristo! Una sarà la fede, uno il battesimo, uno il Pastore: Cristo nel suo Vicario, il Papa!

L'opera di Cristo, l'opera per cui Egli nacque, visse e mori: l'opera che Egli fece ed espresse con l'esempio, con le parole, coi prodigi, coi Sacramenti, con la Chiesa, col sacrificio divino e perenne di Sé, questa è: che il genere umano, diviso da Dio e diviso in sé medesimo, si riunisca con Dio e con sé medesimo, nella Chiesa Santa di Gesù Cristo-Dio.

CRISTO AVANZA!

Egli ci redense nel dolore, e avanza a ricondurre il genere umano alla primitiva unità col dolore. E la vita della sua Chiesa, intanto che si ordina a una grande unificazione, è la continuazione della vita del Calvario, e rispecchia in se stessa Gesù Crocifisso, il suo dolore e il suo sacrificio.

CRISTO AVANZA!

E’ Lui stesso, che oggi ha preso in mano la sua causa e la causa dei popoli. E’ Lui, che combatte per la sua Chiesa facendo giustizia di tutti, che lo amareggiarono; di tutti che oggi o ieri avrebbero potuto e dovuto prendere le sue difese e quelle del dolce Cristo in terra, e non lo fecero. E’ Lui che ora combatte, ma perché Cristo è l'Agnello di Dio Egli vincerà nella misericordia!

Coraggio, dunque, o fratelli!

Gioite, ed elevate più alto ancora i vostri cuori e il grido: Sursum corda!

Esultate nella radiosa alba di Dio: il cielo si apre: Magister adest! Guardatelo: è Lui - Cristo avanza!». (Lettera di Don Luigi Orione)

 

 

Fonti:

"Sui passi di Don Orione", Ed. Dehoniane;

 

 

 

Profezie per il Terzo Millennio - Settembre 2005
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